"Confini? Non ne ho mai visti". Miss Muretto, il Kon Tiki, e casa mia. Una storia da West Liguria.

Aggiornato il: 29 apr 2019

Scattare una grande foto e vedersi cambiare la vita. Da appassionato di macchine fotografiche a fotografo personale del più grande esploratore della nostra epoca. Da impiegato a viaggiatore seriale, pubblicato su National Geographic e Life. Chi, tra quelli che amano la fotografia, non ha mai desiderato un'avventura simile?

È successo a Walter Leonardi , 25 anni nel 1970, ad Alassio, anno in cui gli capita di fare una foto davvero speciale, durante Miss Muretto.



Questo incipit è frutto di un anno di ricerca intorno a un'idea nata nel 2017. La volontà era trovare una storia che raccontasse i luoghi dove sono nato. Quei paesi della Liguria di Ponente che per molti cittadini esistono solo d'estate.


Pinamare (SV) in effetti esiste solo d'estate. Non è una battuta. D'inverno rimangono le strade, i pini, le ville, le onde e il vento, ma le persone a settembre spariscono all'improvviso. Diminuiscono rapidamente insieme ai bagni e agli ombrelloni, alle risate delle ragazze, alla focaccia fatta due volte al giorno e le giornate di sole. L'unica cosa che aumenta, d'inverno, è il parcheggio e il silenzio. Ma se hai dodici anni non ti importa granché.


La mia casa a Pinamare a fine degli anni '70

D'estate, però. Non ha eguali. La pineta. La collina. La vista sul mare che quando c'è il sole è un richiamo alla scomparsa. Le strade che diventano psichedeliche per i pini marittimi che buttano il giallo. L'arrivo da Milano del mio amico estivo. La spiaggia e le avventure nei boschi.


Doveva essere intorno ai 13 anni, il giorno d'estate in cui troviamo un sentiero e arriviamo in cima alla collina di Pinamare. E poi a una torre di guardia. Che in realtà era un mulino. Ma non importa. Per noi era una torre di guardia. Avevamo conquistato il Capo.

Eravamo molto eccitati dalla scoperta. Soprattutto perché coincideva con il nostro bisogno di crescere lontano dagli adulti. Quella torre, quell'estate, era diventata il nostro posto segreto. "Andiamo alla torre", oppure, "Ci vediamo alla torre", era la frase ricorrente. Abbiamo fumato orribili sigarette rubate. Bevuto liquori osceni alla pesca. Inciso i nostri nomi a pietra sulla pietra. Parlato di chi avremmo voluto essere. E di chi invece eravamo. Fu un'estate formidabile.



Il mulino di Colla Micheri

Ma il culmine della stagione fu il giorno in cui decidemmo di andare oltre la torre, per vedere cosa c'era. Non ricordo se l'ho detto io o l'ha detto lui. Ma siamo andati lo stesso.

Il sentiero proseguiva in discesa, tutto coperto di aghi di pino, lungo l'altro fianco della collina, quello che dà sul paese vicino, Laigueglia. La pineta si infittiva di nuovo. Poi si è aperta all'improvviso su un insieme di costruzioni in gran parte diroccate.

Un micro castello medioevale di pietra, sembrava. Come nei libri game di Oberon Giovane Mago.

Yeah!

La minuscola piazza del paese era deserta. Una chiesa e una grande porta di legno. Un'insegna antica. Una scritta a decorazione della meridiana che dice: "Vuoi sapere che l'ora è? Te'l dico presto. E' l'ora d'operar da uomo onesto".

Solo noi a leggere quella scritta.

Eravamo noi i primi a scoprirlo? Era un passaggio dimensionale?

Più semplicemente era la conferma che eravamo passati in una nuova fase della nostra crescita. Eravamo un po' più coraggiosi di ieri. Un po' più grandi. Ci sentivamo esploratori. Non lo sapevamo ancora, ma eravamo arrivati a Colla Micheri. A noi non diceva nulla in quel senso. Per noi era solo la nostra scoperta.


L'ho scoperto anni dopo. Chi ci viveva. Era il 2012. Ero con un amico. Un altro. Ma altrettanto caro. Mostrandogli il sentiero per la sua prima volta, ci siamo ritrovati in uno spazio che anche io non avevo mai visto. Uno spiazzo tra i pini. Un muretto. E dal nulla, a chiudere niente, un cancello di legno. Dietro il cancello, che era aperto, abbiamo trovato un altro muretto a secco. Una delle pietre del muretto era dipinta. Riportava una scena di mare in tempesta che inghiottiva una piccola zattera con una grande vela. Un nome. Thor Heyerdahl. E una data. 6.10.1914 - 18.4.2002.

Più in basso una didascalia. Kon-Tiki 1947.



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